“Non ti intalliare”, SCIN! – Intervista a Claudia, Max e Filippo di Swing Clandestino Itinerante Napoli

Un’idea nata dall’entusiasmo di un gruppo di irriducibili ballerini di lindy hop con unico obiettivo quello di divertirsi e scatenarsi sulle note del sound anni ’30: parliamo di SCIN – Swing Clandestino Itinerante Napoli. Entriamo meglio nella magia del loro swing insieme a Massimiliano Scala, Claudia Gucciardi e Filippo Farinaro, Presidente,Vicepresidente e Socio fondatore dell’Associazione.

Swing Fever Ciao Scinners! Ciao Claudia, ciao Max, Ciao FIlippo, come sta iniziando questa primavera partenopea?

Max – Beh molto bene! Napoli ha ormai una comunità molto dinamica, giovane, che cresce sempre di più, non solo dal punto di vista numerico ma anche da quello qualitativo. Nascono nuove occasioni di ritrovo attorno alla musica swing, nuove band si formano, nuovi locali. Ormai i weekend sono ricchi di eventi organizzati da noi e dalle altre realtà swing della città.

Scin: Claudia, Max e Filippo

Swing Fever – Ottimo! Parlateci un po’ di voi però, e della vostra Associazione. Come e quando è nata l’idea e cos’è che più vi ha dato lo sprint iniziale per partire con questa bella ed entusiasmante avventura?

Claudia Nel 2017 la neonata comunità swing partenopea contava ancora pochi adepti ma la loro voglia di ballare era dirompente e in città le social dance non erano tante. Così un bel giorno insieme a Massimiliano Scala (Presidente), Andrea Amazzini (Segretario), Filippo Farinaro, Pietro Luongo e Elena Castellano (Soci fondatori), tra le curve a gomito dei monti cilentani, ci venne in mente di fondare una realtà “super partes” rispetto alle scuole di swing allora esistenti.

Volevamo creare occasioni di aggregazione e il modo più naturale per farlo ci sembrò quello di invitare gli hoppers a ballare per strada, di fare un po’ di “ammuina” insomma.

Swing Fever E il vostro nome? SCIN: Swing Clandestino Itinerante Napoli, un nome che sembra come per magia racchiudere in sé tutta la vostra storia e il vostro approccio allo swing… Partorito anche lui tra le curve a gomito?

Claudia Esatto! In quella famosa gita fuori porta, provati dal tortuoso tragitto verso Napoli, Andrea ci telefona dall’altra auto e mette definitivamente fine ai nostri dubbi. “SCIN! Swing – Clandestino – Itinerante – Napoli” Come aveva fatto! C’era tutto! Tutto quello che eravamo già e che saremmo diventati.

C’era lo Swing, naturalmente, e poi c’era la chiave, “Clandestino”, che è una parola difficile e sfortunata ma lì in mezzo trovava la sua patria. Continuava con “Itinerante”, mai fermi, mai legati ad un’ideologia, semplici portatori di swing. Ed infine, per una specie di miracolo di San Gennaro fonetico, l’acronimo gridava un’ultima parola: Napoli. Letto tutto insieme è “SCIN!” che in napoletano vuol dire “scendi” cioè esci di casa e vieni a ballare. Mai nome poteva essere più adatto…

“Scinners”

“Ce l’abbiamo! E’ lui! Siamo noi!”

Swing Fever – E poi? Tornati a Napoli come avete deciso di dare vita alle vostre attività?  Quali sono i tipi di eventi che organizzate e dove?

Claudia – Come vi raccontavo, abbiamo cominciato organizzando i clandestini (in compagnia della nostra fedele cassa comprata grazie al sostegno di tutti gli scinners, napoletani e non) …poi, quando arrivò il primo inverno (quei 20 giorni in cui a Napoli la temperatura scende sotto i 20 gradi…) pensammo: “E mò!?” Non avevamo la minima intenzione di arrenderci e così trovammo il primo locale al chiuso dove ballare fino a tarda notte.

Scin nella prima location indoor: Bammenella

Oggi abbiamo appuntamento fisso allo Swingout – Napoli dove organizziamo “La Domenica dello Swing” due volte al mese. Poi ci sono collaborazioni periodiche con altri locali, le imprescindibili serate live con i nostri amici Dr Jazz & Dirty Bucks, Giorgio Cuscito & Enza e Marco Cortese con i quali abbiamo un rapporto di fanatismo reciproco e poi ancora i workshop di lindy, balboa e solo jazz… insomma, tanto swing. Ah! Ci sarebbe un evento a giugno, ma niente di che, una cosa intima tra pochi…

 

Swing Fever  A proposito di workshop di swing, sappiamo che lo scorso marzo avete organizzato un workshop che ha ospitato due bravissimi ballerini torinesi e che ha portato nella splendida Napoli tantissimi ballerini provenienti da tutta Italia. Innanzitutto…quanto siete soddisfatti da 1 a 10? Raccontateci qualcosa in più: ciò che più vi ha lasciato questa esperienza, alcuni feedback che avete ricevuto e che volete condividere con noi…

Max Siamo molto soddisfatti dell’evento organizzato a marzo. Se dovessimo dare un voto da 1 a 10, daremmo 8: ha funzionato tutto bene, per il futuro lavoreremo sicuramente meglio sulla location dell’evento che è risultata un po’ piccola, abbiamo dovuto limitare gli ingressi alla serata live e questo ci è dispiaciuto.

Avevamo già sperimentato l’esperienza di organizzare workshop l’anno precedente, ma l’evento di marzo è stato sicuramente più impegnativo. Abbiamo scelto Stefano e Giulia perché da sempre li seguiamo in giro per l’Italia e l’Europa e sapevamo che oltre ad essere ottimi ballerini sono dei bravissimi insegnanti. Poi a loro siamo particolarmente affezionati perché per alcuni di noi sono stati i primi insegnanti nei workshop di Policoro, nell’ormai lontano 2014… 😉

Swing Fever Ora verrebbe spontaneo pensare che dopo questa bella e impegnativa esperienza avete avuto voglia di fermarvi e riposarvi in attesa dell’estate… e invece no! L’energia e l’entusiasmo che vi caratterizzano vi hanno trascinato in un evento mai organizzato prima in Italia: lasciamo a voi, anzi a te Filippo, l’onore di raccontarci di che si tratta…

Filippo Beh certo quando arriva l’estate il pensiero va alle vacanze… oppure ai balli clandestini nelle piazze! Ed è un po’ quello che è successo un giorno per caso a Milano, parlando del più e del meno con gli amici di Sac, una realtà molto simile alla nostra… cioè con l’unico obiettivo di unire tutti i ballerini in questo ballo meraviglioso, senza ostacoli di appartenenza ad una scuola o l’altra… E’ il messaggio che trasmetteva Frankie Manning ed quello che trasmette il lindy hop.

Chi l’avrebbe mai immaginato…Napoli e Milano unite per dare vita al primo Swing Clandestino Day!

Swing Clandestino Day: da Milano a Napoli e oltre

All’inizio non sapevamo come e dove organizzare il nostro clandestino. A Milano? A Napoli? Facciamo a metà strada e ci vediamo a Roma? Aspè! Sarà così: tutti insieme, alla stessa ora, ma ognuno nella sua città! Sarà la musica, il bounce, lo Shim Sharm con la voce di Frankie e i social a unirci tutti! Da lì poi c’è voluto un po’ di tempo per chiarire le modalità e l’organizzazione dell’evento, come coinvolgere tutti, definire il ruolo del “referente” di città. Beh, poi abbiamo lanciato l’evento ed eccoci qui.

Al momento con 35 città che hanno aderito. Abbiamo notizie di città  in cui questo evento ha creato una collaborazione mai vista prima tra diverse scuole e associazioni, Frankie ne sarà contento.

Non vediamo l’ora di ballare con tutte le città! Ci vediamo il 9 giugno in qualche piazza!

Swing Fever Grazie mille ragazzi, per questa intervista e per l’impegno che mettete nelle vostre attività e che trasmettete in modo travolgente a tutta la community swing napoletana e non solo a quanto pare! Volete lasciarci con una vostra massima?

Max – Vabbè è facile, chiudiamo con il nostro motto: tutti sanno che il napoletano è un po’ pigro, e quindi coinvolgerlo normalmente diciamo: “Non ti intalliare, SCIN!” che sostanzialmente vuol dire “non perdere tempo in cose inutili, scendi di casa e vieni a ballare!”. Beh questa volta non ci rivolgiamo solo ai napoletani, ma ai lindy hoppers di tutta Italia: “non vi intalliate, e SCINnite a Napoli!”. Vi apettiamo. ;-).

Grazie a voi “Fevers” per questa bella intervista!

 

Scin allo Swingout a Napoli

 

 

A cura della redazione di Swing Fever.

 

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