Charleston

Ballerina Charleston

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Il Charleston: un ballo che ha origine negli anni 20

Il Charleston è un ballo nato intorno agli anni 20 in America sulle note di un jazz veloce e un ritmo sincopato in 4/4. Il nome deriva dalla omonima città del Sud Carolina, Charleston. La musica su cui veniva ballato ha origine dalla canzone “The Charleston” di James P.Johnson. Il ballo Charleston è un ballo scatenato, caratterizzato da movimenti frenetici a ritmo di musica frenata. Rappresenta il punto di partenza di un’evoluzione del ballo swing, che con l’incontro della musica afro-americana ha creato altri tipi di ballo.


Per conoscere l’abbigliamento tipico di quel periodo leggi anche: Moda degli anni ’20: la rivoluzione riflessa nell’abbigliamento dell’epoca.


I primi passi di Charleston

Si crede che i primi passi Charleston nascano dagli scaricatori neri del porto dell’omonima città statunitense, prendendo ispirazione dai movimenti che solitamente eseguivano per caricare o scarica merci dalle navi. Altre versioni, invece,fanno nascere questo ballo dai movimenti di base delle danze propiziatorie delle tribù africane. Il Charleston infrange tutte le regole dei balli di sala di provenienza europea, in quanto non segue uno schema classico, infatti il ballo Charleston consiste nel gettare all’esterno le gambe con le punte dei piedi rivolte all’interno cercando di mantenere le ginocchia unite.

Seguono poi sgambettamenti velocissimi, contorsioni, salti, calci e tutto ciò che suggerisce il ritmo fortemente sincopato e swing della musica jazz. Il tutto sottolineato dal suono di uno strumento a percussione annesso alla grancassa, il Charleston (costituito da due piatti di metallo posti uno sopra l’altro).

Il ballo Charleston può essere ballato singolarmente da entrambe i sessi, Solo Charleston, con passi molto netti e veloci; o in Coppia, Charleston di Coppia che segue ritmi rapidi e frenetici. La versione originale, principalmente ballata dalle donne, è molto scattante quasi convulsiva, come si può vedere nelle performance eseguite nei teatri di Broadway.

Per portare questo ballo anche nelle sale che stavano nascendo (tra le più famose: Connie’s Inn, Savoy Ballroom e il leggendario Cotton Club), il ballo Charleston ha dovuto assumere dei toni più soft. Fino a diventare quasi un flat charleston, ballato principalmente in quei locali dove questo ballo veniva definito “una reminiscenza dei riti orgiastici dei neri” quindi volgare e pericoloso per la salute. Tant’è vero che i ballerini hanno iniziato ad utilizzare delle protezioni durante le esibizioni e precauzioni di ogni sorta.

Tra i ballerini di questa versione originale ricordiamo Louis Douglas e Josephine Baker, soprannominata “Venere Nera”, All Minss e Leon James, e el indimenticabili Joan Crawford e Gingers Rogers, entrambe vincitrici di numerose gare di Charleston.

Al Charleston anni 20, seguì un ballo caratterizzato, grazie al mix con il Two Step, da una coppia più chiusa e una posizione più eretta. Con il passaggio agli anni 30, la nascita di altri balli e l’evolzuione della musica il Charleston ha assunto movimenti diversi, più morbidi e meno scattosi. Ryan Francois afferma che “Il Charleston successivo agli anni 20 non si può definire Charleston ma deve essere chiamato Lindy Hop“.

A cura di Anne-Marie Baczynski

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