L’energia dello swing che ti prende e si impossessa di te – Intervista a Davide degli Esposti dei The Monkey Swingers

“Quando la scimmia ti prende e si impossessa di te, non puoi fare altro che assecondarla e muoverti al ritmo della swing dance”. E’ la frase che li caratterizza, nel nome e nel loro modo di essere. Stiamo parlando dei Monkey Swingers, giovane band swing bolognese. Scopriamo quali sono le loro novità dalla “voce” del gruppo, Davide degli Esposti.

Swing Fever Ciao Davide, e ben trovati a te e a tutta la band! Ci siamo lasciati con la vostra intervista poco meno di due anni fa, siete pronti ad aggiornarci su tutto ciò avete fatto in questi mesi e su che state progettando per il futuro?

Davide – Hey! Si pronto e carico. Ma sono già passati due anni? Sono proprio volati. O mi stai prendendo in giro?

Swing Fever – Eh si!.Iniziamo dalla vostra formazione: ci sono state novità, nuovi ingressi, collaborazioni? E soprattutto, siete diventati tutti anche ballerini ora oltre che musicisti?

Davide La formazione è sempre quella! Ancora non abbiamo cominciato a litigare :). Emanuele Zecchi al contrabbasso, Marco Emilio Metti alla batteria, Matteo Caselli alla tromba e io ovviamente, la voce. Abbiamo avuto qualche cambiamento nella formazione XL, che sono sempre i Monkey ma invece che in 4 siamo in 9. Una “bella balotta” come si dice da noi. Ma i 4 musicisti cardine sono rimasti quelli.

Per quanto riguarda il ballo, quest’anno ha cominciato Lele (Emanuele) a fare il corso di ballo. Per gli altri è solo questione di tempo. Ormai non si trattengono più!

Swing FeverFantastico! Dal punto di vista discografico, invece, sappiamo che ci sono un po’ di novità: a novembre 2018 avete pubblicato il vostro primo album “I love Your Shoes”. Raccontaci come è nato e si è sviluppato il progetto di questo vostro primo album.

Davide I love your shoes è stato un progetto che credo sia nato un po’ come sfida, nei confronti di noi stessi (parlo del quartetto) ma anche nei confronti del progetto The Monkey Swingers. Volevamo capire se avevamo la capacità di ambire ad un prodotto discografico, di spingerci un po’ più avanti. Lavorare ad un album era una tappa che tutti noi trovavamo necessaria per riuscire a trovare un sound che fosse nostro, e che ci calzasse a pennello. In realtà poi, come sempre funziona, appena finito l’album pensi “ci siamo, spacca, è tutto perfetto”… il giorno dopo vorresti cambiare tutto. Ma credo che, almeno io, non troverò mai una pace in questo senso.

Una delle sfide più grosse all’interno dell’album sono stati i pezzi originali. Volevamo proporre anche brani nuovi, scritti e pensati per i ballerini. Tipo I love your shoes, appunto. E quindi avere poi in repertorio dei brani che siano perfetti per il ballo ma che in qualche modo siano una nostra esclusiva.

Swing Fever – …Quasi una “dichiarazione d’amore per i ballerini”! E a proposito, visto che sei anche un ballerino oltre che musicista, immaginiamo da un lato Davide musicista e voce del gruppo e dall’altro Davide ballerino di swing. Come descriverebbero, entrambi, il vostro album?

DavideAh. Questa è difficile. E’ molto difficile scindere le due cose, soprattutto cercare di ascoltare se stessi senza avere un ascolto critico musicalmente, e spesso anche con un po’ di imbarazzo perché mi rendo chiaramente conto di quali sono le mie debolezze tutte le volte che mi riascolto. Allo stesso tempo, il mio lato musicista ha lavorato all’album tenendo strettamente conto di quello che piace al lato ballerino. Quindi l’intento era di creare qualcosa che al  ballerino che è in me piacesse.

Per riuscire a darti una risposta, direi che il ballerino Davide trova una bella energia in quest’album, specialmente in certi brani. Il musicista lo descriverebbe… incompleto forse…

Swing Fever Vuol dire che aspetteremo con ansia il suo completamento! E restando sempre sul rapporto con i ballerini, questa volta il vostro pubblico, pensi che abbia in qualche modo influenzato il vostro sound e il vostro modo di suonare e interpretare la musica negli anni?

Davide Si certo, sicuramente ci ha influenzati. La ballabilità dei brani è sempre il requisito principale tutte le volte che lavoriamo ad un pezzo nuovo. Abbiamo lavorato molto sul groove, su come cercare di dare più energia possibile senza però far inciampare il pubblico. Sperimentiamo un sacco quando siamo in sala prova: suoni, effetti, ritmi, accordi fuori stile ma la ballabilità rimane sempre un fattore primario, essenziale direi. Questo ci ha cambiati molto da quando siamo nati….intendo come band ovviamente. E ci piace, ci piace perché anche quando suoniamo in situazione che non hanno a che fare con il ballo swing, la gente balla comunque. E questo è bello.

Swing Fever Ad aprile è anche uscito il nuovo videoclip “St. James Infirmary”, estratto dall’album. Dopo il successo del precedente Bei Mir Bist Du Schoen, come è stato cimentarsi in questa seconda avventura? Raccontaci qualcosa del video e della sua storia.

Davide Il video doveva essere l’occasione per presentare la band rinnovata. Nuovo sound, nuovo look, nuovo album e quindi nuovo video.

La nostra prima scelta era stata un altro brano, “It ain’t right” , ma abbiamo avuto qualche problema tecnico e abbiamo deciso di rifare tutto e anche di cambiare anche il pezzo. Eravamo sempre dell’idea di proporre una cover e il pezzo che ci sembrava più adatto in quel momento era “St. James Infirmary”.

La sceneggiatura iniziale era molto diversa, ma poi si sa, le cose in corso d’opera cambiano sempre… ma l’importante è che siamo contenti del risultato finale!

Che altro dirvi del video? Che l’abbiamo girato in due momenti, e come ormai è consuetudine, al freddo, un gran freddo. Ma di buono c’è stato… che ho dovuto girare un sacco di scene in cui bevevo un bicchiere di birra, ma in quel momento, si, è stato bello, ero felice ahah!

Swing Fever Grazie mille Davide per questa divertente intervista, e a prestissimo per divertirci con voi anche in pista allora!

 

 

A cura della redazione di Swing Fever.

 

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